Meno quantità, maggiore contenuto proteico e un prezzo più alto corrisposto ai produttori: sono questi, in estrema sintesi, i dati che emergono dalle prime stime certificate sulla campagna del grano duro 2017. A livello mondiale, secondo i dati forniti da Ismea, la produzione segna un calo del 2,3%. In provincia di Foggia, si oscilla da un minimo di 30-35 quintali per ettaro a un massimo di 55 quintali. Le produzioni, tuttavia, hanno un contenuto proteico superiore alle medie riscontrate nel 2016: nel Tavoliere, granaio d’Italia, si oscilla da un minimo di 12,5% a punte massime del 18,5%. Le dinamiche interne e quelle internazionali stanno determinando un rialzo del prezzo corrisposto ai produttori. Buone notizie anche sul versante delle importazioni: il trend negativo peggiore spetta al Canada che, dopo la produzione del 2017, dovrebbe vedere attestarsi la propria produzione a 5,8 milioni di tonnellate con una diminuzione del 26%. Complessivamente, in Italia la produzione cala del 16%. Incrementi record in Marocco (+122%), Tunisia (+50%) e Algeria (+23%).

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