FOGGIA – Sono previsti 24 gradi martedì 8 agosto, alle 3.00 della notte: 20 gradi in meno delle temperature medie degli ultimi giorni. Ci sarà la luna piena e, alla sua luce fresca e rotonda, comincerà la raccolta delle uve Moscato bianco nei vigneti di Borgo Turrito, a Borgo Incoronata. La prima vendemmia notturna della stagione è un momento magico. Finalmente, si cominciano a raccogliere i frutti di un lavoro certosino durato molti mesi. Si comincia lentamente, quasi accarezzando le piante, poi, come in un crescendo, mani e forbici cominciano ad andare più veloci, con gesti ripetuti e precisi, mentre il ritmo del respiro si fa più costante, e la rapidità dei gesti diventa quasi musicale. E’ il “concerto” della vendemmia sotto le stelle. Un altro momento meraviglioso è “l’annuncio” dell’alba, quando il cielo si sveste del buio e comincia a colorarsi. La scelta della notte è fondamentale: le operazioni di pigiatura devono avvenire a temperature basse, per non compromettere la qualità del vino che nascerà da quell’uva. “Rispetto alla vendemmia 2016, i dati valutativi e strumentali derivanti dai campionamenti in vigna confermano l’anticipo di maturazione di 15-20 giorni sulla quasi totalità dei vitigni”, spiega Luca Scapola, titolare dell’azienda vitivinicola. Per difendere dal caldo i vigneti dei diversi vitigni – Moscato, Fiano, Aleatico e Nero di Troia – sono stati necessari turni irrigui di soccorso. “Ci siamo difesi al meglio dai danni della siccità e dalle elevate temperature adottando le idonee tecniche viticole”, aggiunge Scapola. “L’assenza di piogge ci ha permesso di ridurre drasticamente gli interventi di difesa antiparassitaria della vite”. Le rese per ettaro, da una prima stima, risultano inferiori del 15-20% rispetto al 2016. Con l’inizio della vendemmia, in Italia si attiva un motore economico che genera quasi 10 miliardi di fatturato solo dalla vendita del vino e che dà opportunità di lavoro nella filiera a 1,3 milioni di persone. Per ogni grappolo di uva raccolta si attivano 18 settori di lavoro: dall’industria di trasformazione al commercio, dal vetro per bicchieri e bottiglie alla lavorazione del sughero per tappi, continuando con trasporti, accessori, enoturismo, cosmetica, bioenergie e molto altro. Ci vorranno tre notti per completare la prima vendemmia della stagione. Dopo il Moscato, seguirà la raccolta delle uve Fiano che, fermentate in barrique di rovere, daranno origine al Piana Bianca. Più in là, si darà il via alla raccolta anticipata del Nero di Troia per vinificarlo in rosato e imbottigliare il CalaRosa. Infine, con l’ultimo ciclo di raccolta, saranno selezionate le uve Nero di Troia più mature per ottenere gli altri due vini importanti di Borgo Turrito, il Torcervone e il TroQué. La vendemmia è il lungo e dolce “capodanno” del viticoltore. Il lavoro in vigna è finalmente maturo per prendere vita, dando avvio alla fase più bella del ciclo produttivo, quella che trasforma l’acino in mosto e il mosto in vino. E’ un periodo magico anche dal punto di vista climatico. L’estate comincia a declinare piano piano verso l’autunno, con temperature meno torride, mentre la campagna va riempiendosi di profumi che annunciano nuovi cambiamenti e una nuova stagione. Il “calendario del vino” è fatto di gesti e rituali, di lavoro e profumi che riempiono il cuore, la vita, e pure i bicchieri.

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