Due curve. La Nord, dedicata a Franco Mancini, il portierone reggae; la Sud, nel nome di Piero e Matteo, col bandierone di Jim Morrison. Due curve che diventano una. Un tifo incessante, potente, che rimbomba nel petto, vibra come i gradoni dello Zaccheria, e poi esplode. Il boato. Come dopo il gol di Coletti in Foggia-Lecce 3-0. “Fovea Imperat”. Sugli spalti sicuramente. E negli occhi di chi non se l’aspetta. “Un amore così grande”. In curva, a Cesena, c’è chi si è commosso fino alle lacrime. Stessa scena a Vercelli e, prima ancora, a Empoli, Brescia, Carpi. Passione, amicizia, senso di appartenenza, voglia di vincere. Di gridare quel nome, Foggia, e di portarne i colori in giro per l’Italia. Di trascinare una città alla vittoria. “Si, va be’, ma in campo ci vanno i giocatori”. Certo, ma la differenza quel tifo la fa, eccome, allo Zaccheria e in trasferta. In 4000 a Cesena e settore ospiti pieno ovunque finora. Quelli di casa a strabuzzare gli occhi: “Questi cantano più di noi”. E quelli di Sky che impazziscono: “E’ un tifo da serie A”.

TUTTO QUESTO HA UN EFFETTO, mobilita una città su un obiettivo. Una città, una provincia, in realtà qualcosa di ancora più grande, che va oltre i confini della Daunia. Un popolo. Il popolo rossonero. Migliaia di persone, di ogni età. Donne ce ne sono tante, giovani, vecchi, precari, statali e bambini. La passione dei bambini è meravigliosa. Per le generazioni tirate su coi gol di Iemmello prima e a “pane e Mazzeo” dopo, le squadre a strisce della serie A non esistono, o comunque vengono dopo il coraggio indomito di Agnelli, la spavalderia di Vacca, la sciarpa e i simboli dei satanelli. E questo già dalla Lega Pro, figuriamoci in B, figuriamoci quando si va a comandare in casa di una squadra che ha vinto 7 scudetti.

BANDIERE DEL FOGGIA, BANDIERE DEL FOGGIA OVUNQUE. Ecco, con questa cosa dei tifosi foggiani del Nord è davvero difficile non cadere nella retorica. La cosa è troppo bella, e allora troppe parole rischiano di stonare. La verità è che non vedevate l’ora, sorelle e fratelli, amici, cugini, zii, parenti tutti, lavoratori, studenti, portieri d’albergo e muratori. Non vedevate l’ora di cantare Foggia alè negli stadi delle regioni in cui vivete, lavorate e sognate. E di dire ai vostri amici “Questi siamo noi, questa è Foggia”. Con l’orgoglio di mostrare la passione di un popolo. Ne parla tutta Italia. Su youtube ci sono decine di video a mostrare lo spettacolo dei foggiani in trasferta. Si complimentano anche le tifoserie rivali. Il bello è che la squadra è seguita e sostenuta come fosse la capolista. Ha ragione Stroppa a esortare tutti, “non perdiamo questo entusiasmo”. Non perdiamolo. Portiamo lo Zaccheria in giro per l’Italia.

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