FOGGIA – “Oggi ci avete donato un regalo anticipato del Santo Natale, dandoci la possibilità di abbracciare i nostri figli. La famiglia nel nostro percorso riabilitativo è molto importante, in quanto rappresenta l’unica fonte di amore e coraggio per andare avanti, capire i nostri errori e modificarci per il bene dei nostri figli”.

Ha commosso, a inizio manifestazione nel carcere di Foggia, la lettera che Giuseppe ha voluto leggere ai presenti: gli altri detenuti, le famiglie, gli operatori del carcere e i volontari. Massiccia la partecipazione, il 5 dicembre scorso, per la “partita del cuore” dietro le sbarre, pensata a conclusione del torneo “Sportiva…mente”, che ha visto coinvolte le sezioni di media sicurezza dell’Istituto di Pena foggiano.

L’iniziativa è rientrata nel progetto “La partita con papà”, la giornata di calcio dei padri detenuti coi loro figli, organizzata in tutta Italia in carcere da Bambinisenzasbarre, con il sostegno del Ministero di Giustizia-Dipartimento dell’Amministrazione penitenziaria. Un’iniziativa unica in Europa, per sensibilizzare le istituzioni, i media e l’opinione pubblica sulla situazione dei 100mila bambini in Italia (2.1 milioni in Europa) che vivono la separazione dal proprio genitore detenuto e che offre loro un momento speciale d’incontro.

Nell’Istituto foggiano la partita è stata organizzata da Luigi Talienti, in collaborazione con CSV Foggia, il Centro di Servizio al Volontariato, CPIA1 e ACSI, l’associazione degli arbitri. “Essere genitori in carcere non è facile – ha ribadito Talienti – per questo è importante pensare a percorsi di sostegno e a come implementare strategie utili a mantenere il rapporto con i figli”.

Alla manifestazione hanno partecipato i consiglieri del CSV Foggia, Laura Pipoli e Matteo Perillo, il direttore Roberto Lavanna e la responsabile della Comunicazione e Promozione del Volontariato in ambito penitenziario, Annalisa Graziano. “Iniziative di questo tipo sono molto importanti – ha evidenziato Laura Pipoli – e il CSV Foggia non può che sostenerle, mettendo in campo energie e competenze per favorire l’associazionismo in questo settore, grazie al sostegno della Fondazione dei Monti Uniti.”.

La dirigente del CPIA1, Antonia Cavallone ha, invece, sottolineato “la passione con cui i papà detenuti hanno giocato davanti ai propri figli e l’importanza di sentire lo spirito del Natale anche in manifestazioni di questo tipo”. Al termine della partita, che ha visto scendere in campo le famiglie per un lungo abbraccio con i propri cari ristretti, i detenuti pasticceri del progetto del CPIA1 “Una pena più dolce” hanno donato ai presenti alcune crostate appena sfornate. “Il corso – ha spiegato Luigi Talienti, tutor e motore del progetto – realizzato grazie al Decreto Ministeriale 663, art 13 ‘scuola in carcere’, è rivolto a 15 detenuti della casa circondariale di Foggia, che stanno acquisendo le nozioni di base dell’arte pasticcera, grazie a un docente di eccezione, Claudio Zingaro, che ha partecipato a trasmissioni televisive di Rai 1 ed è impegnato in numerose attività di beneficenza”.

L’organizzazione della partita del cuore ha visto anche la collaborazione sinergica della Direzione della Casa Circondariale, dell’Area Trattamentale e del Corpo di polizia penitenziaria, a cui i detenuti e le famiglie hanno voluto dedicare un lungo applauso “per la pazienza e la disponibilità”.

“I diritti dei grandi iniziano dai diritti dei bambini” la frase scritta, blu su giallo, sulle maglie indossate dai detenuti padri. “Dove c’è un papà detenuto c’è un figlio che soffre, alleviamo insieme le sue sofferenze. Si tratta di poche ore che rappresentano tanto, davvero tanto”, la conclusione della lettera di Giuseppe. Tanti i sorrisi e gli applausi da parte degli altri padri, che hanno potuto riabbracciare i propri cari e, in particolar modo, da parte di Leonardo, che durante la partita del cuore ha potuto stringere tra le braccia, per la prima volta, il suo bambino appena nato.

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