FOGGIA – Il 15 e 16 gennaio si entra nel vivo dei “100 passi”. Sarà don Luigi Ciotti a inaugurare, con un mini tour di due giorni in Capitanata, il percorso operativo verso la “Giornata della memoria e dell’impegno in ricordo delle vittime innocenti delle mafie”, in programma a Foggia il 21 marzo 2018.

La prima visita ufficiale dell’anno vedrà il presidente nazionale di Libera incontrare scuole e realtà dell’associazionismo, al fine di costruire una rete ancora più solida e raccogliere proposte attraverso diversi momenti di incontro.

“Sarà l’occasione – spiega il coordinatore provinciale di Libera, Sasy Spinelli – per un confronto tra le realtà che si impegnano sul territorio, per costruire insieme e dare forza al percorso che si sta creando verso la giornata nazionale del 21 marzo e che deve continuare poi, per promuovere ancora una battaglia culturale e di giustizia sociale nelle nostre comunità, in tutta la Puglia. Tragica, infatti, è stata la chiusura del 2017, caratterizzata da atti criminali violenti e che hanno prodotto ancora una volta vittime anche tra gli innocenti: a Bitonto, Anna Rosa Tarantino, un’anziana di 84 anni che passeggiava nelle strade della propria città, è rimasta uccisa durante una sparatoria. Tutto questo ci richiama ancor di più all’impegno e alla corresponsabilità”.

Don Luigi Ciotti incontrerà, in diversi istituti, studenti di Foggia e della provincia e lunedì 15 gennaio, alle ore 16.30, nella Biblioteca di Foggia “La Magna Capitana”, avrà un confronto con le realtà dell’associazionismo insieme a Daniela Marcone, vicepresidente e referente nazionale del settore Memoria.

Libera ha, infatti, “scelto Foggia come piazza principale per la Giornata del 21 marzo per stare vicino a chi – in Puglia, come in altre regioni – non si rassegna alla violenza mafiosa, alla corruzione e agli abusi di potere. Per valorizzare l’opera di tante realtà, laiche e cattoliche, istituzionali e associative, impegnate in una terra difficile ma generosa per il bene comune, per la dignità e la libertà delle persone. Per denunciare la mafia foggiana e le forme di silenzio e complicità che la favoriscono. A sottolineare – non solo simbolicamente – che per contrastare le mafie e la corruzione occorre sì il grande impegno delle forze di polizia e di molti magistrati, ma prima ancora occorre diventare una comunità solidale, che faccia del ‘noi’ non solo una parola, ma un crocevia di bisogni, desideri e speranze”.