FOGGIA – “Il 18 giungo scorso in occasione della consegna dei nuovi alloggi a canone calmierato a Foggia, ho parlato con la signora Giulia che mi ha raccontato la grave situazione abitativa in cui la sua ed altre famiglie si trovano da molti anni. In particolare questi nuclei vivono all’interno di container. Da quel momento mi sono immediatamente attivato, ho chiesto all’amministratore unico di Arca Capitanata Donato Pascarella di conoscere quante famiglie abitano nei container e di procedere all’elaborazione di un Piano Casa per Foggia a supporto del Comune che è l’ente competente a farlo”. Lo dichiara il presidente della Regione Puglia Michele Emiliano, con riferimento alla vicenda delle famiglie che da anni vivono all’interno di container. Com’e noto, l’assegnazione delle case popolari ai cittadini è di esclusiva competenza del Comune.  La Regione Puglia ha invece il compito di finanziare la costruzione di case popolari e, attraverso l’Agenzia regionale per la casa e l’abitare Arca, di costruirle.  L’Arca Capitanata, a seguito della richiesta del presidente Emiliano, ha sollecitato il Comune di Foggia a raccogliere e trasmettere i dati relativi alle famiglie residenti nei containers. Dati che sono stati acquisiti il 7 agosto 2018.

Da questa ricognizione, secondo quanto comunica il presidente Michele Emiliano attraverso una nota, emerge attualmente che i nuclei familiari interessati sono 84, di cui 34 abitanti in campo degli Ulivi e 50 in via San Severo. L’Arca Capitanata ha colto l’occasione per effettuare con il Comune di Foggia una ricognizione più ampia di tutte le situazioni di emergenza abitativa e di degrado sociale abitativo esistenti sul territorio cittadino. Questo passaggio è infatti fondamentale e propedeutico alla stesura del cosiddetto Piano Casa.
“Com’è noto anche l’elaborazione del Piano Casa è di competenza del Comune. Il Comune di Foggia ne è attualmente sprovvisto” ed e per tale ragione, secondo quanto riporta il comunicato stampa odierno della Regione Puglia, che il presidente Emiliano ha chiesto ad Arca Capitanata di offrire tutto il supporto tecnico al Comune di Foggia per la sua stesura. “Si aggiunga a questo che ad oggi il Comune di Foggia non ha ancora proceduto all’approvazione della nuova graduatoria degli aventi diritto agli alloggi di edilizia popolare. Avere una graduatoria aggiornata è un elemento fondamentale per giungere a un Piano Casa coerente alle reali esigenze del territorio”.

“L’Arca Capitanata – fa sapere la Regione Puglia – dopo ampia e tempestiva istruttoria, ha già redatto una bozza di Piano Casa che il presidente Emiliano è pronto a sottoporre al Sindaco Landella. Perché solo avendo un Piano Casa cittadino si può giungere a una programmazione mirata degli interventi. L’Arca Capitanata sta procedendo infatti alla costruzione di 152 nuovi alloggi popolari, che necessiteranno della graduatoria del Comune per l’assegnazione. La consegna è prevista tra la fine del 2018 e il 2019. A questi vanno aggiunti ulteriori 112 alloggi da costruire in via Lucera, già programmati, al posto delle attuali case abusive.  E i 45 alloggi di Ordona Sud, 32 già consegnati lo scorso giugno e gli altri 13 che verranno consegnati entro dicembre 2018″.

“L’impegno della Regione Puglia in sinergia con Arca Capitanata è totale – conclude il presidente Emiliano – anche andando oltre le nostre competenze. Siamo al fianco del Comune per affrontare i problemi e risolverli uno ad uno. Io posso portare l’esperienza fatta da sindaco di Bari: ci dotammo di un Piano Casa che ha rivoluzionato l’edilizia popolare del capoluogo, abbiamo realizzato oltre 3000 alloggi di housing sociale in dieci anni, dando un nuovo volto ad interi quartieri e migliorando la vita di cinquemila famiglie. Con la stessa determinazione lavoriamo oggi per Foggia e per tutte le altre città della Puglia.  In questo ambito la Regione Puglia sta anche rivisitando e attualizzando tutte le decine di accordi di programma in variante al PRG proposti negli anni dal Comune di Foggia alla Regione Puglia contenenti elementi di housing sociale al fine di verificare quali siano ancora attuali per i privati richiedenti e sostenuto da un reale interesse pubblico”.

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