Oggi, Foggia esprime un presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, che la satira prende in giro per il suo peso reale rispetto ai veri tessitori delle decisioni del Governo, Luigi Di Maio e, soprattutto, Matteo Salvini. Ieri, all’alba della Repubblica, Foggia fu rappresentata da ben 11 deputati eletti all’Assemblea Costituente. Era il 1946. L’Italia usciva dal periodo più buio della sua storia. Il ventennio fascista l’aveva ridotta a un cumulo di macerie che seppellì le libertà individuali e causò la morte di migliaia di italiani. Proprio Foggia fu una delle città più colpite dalle conseguenze della seconda guerra mondiale, conflitto scatenato dall’alleanza Hitler-Mussolini. L’immane sacrificio di quei giorni è stato riconosciuto a Foggia, città insignita della medaglia d’oro al valor militare e della medaglia d’oro al valor civile (LINK ALLA PAGINA DEDICATA DEL QUIRINALE, clicca qui).

“COSTITUENTI DI CAPITANATA”, IL LIBRO DI MICHELE GALANTE. Il 18 dicembre, nella Sala Rosa del Vento della Fondazione Monti Uniti di Foggia, è stato presentato “Costituenti di Capitanata”, il libro di Michele Galante che ricostruisce la storia e i profili biografici degli 11 deputati foggiani eletti all’Assemblea Costituente. C’era da scrivere la Costituzione, per ricostruire un Paese nuovo. La Capitanata, in un momento storico così importante, volle essere rappresentata da Giuseppe Di Vittorio, Luigi Allegato e Giuseppe Imperiale per il Partito Comunista Italiano; Raffaele Pio Petrilli, Gerardo De Caro e Raffaele Recca per la Democrazia Cristiana; Domenico Fioritto e Carlo Ruggiero per il Partito Socialista; Leonardo Miccolis per l’Uomo Qualunque. A quei nove “Costituenti di Capitanata” se ne aggiunsero altri due, eletti in altri collegi: Ruggero Grieco e Luigi Renato Sansone. La qualità di quella rappresentanza fu dimostrata dal contributo qualificato che i costituenti della Capitanata diedero all’interno delle Commissioni e nelle discussioni.

Il libro di Michele Galante è stato pubblicato dalla Fondazione Monti Uniti di Foggia. In 230 pagine, per la prima volta, si descrive il ruolo della provincia di Foggia in uno degli snodi più importanti della storia italiana.

IL RUOLO FONDAMENTALE DI DI VITTORIO. Giuseppe Di Vittorio fu il più votato dell’intera circoscrizione, premiato per le sue lotte in favore dei diritti dei lavoratori con 75mila preferenze. L’Assemblea Costituente, il 15 luglio 1946, costituì una Commissione composta da 75 membri. Quella Commissione aveva il compito di elaborare una proposta di Costituzione. Nella “Commissione dei 75”, per la Puglia entrarono a far parte cinque esponenti: i comunisti Di Vittorio e Grieco, i democristiani Moro e Codacci Pisanelli e il demolaburista Grassi.

Di Vittorio venne assegnato alla terza Sottocommissione, quella incaricata di stabilire i diritti e i doveri in materia economica e nei rapporti sociali. Il sindacalista di Cerignola contribuì direttamente  alla definizione del dettato costituzionale, soprattutto per le materie sociali. Il suo apporto al dibattito costituzionale fu fondamentale nel fissare i valori di riferimento della Carta, a cominciare dal lavoro, considerato il fondamento della “nuova Italia”, e determinante in alcune materie, in particolare negli articoli 39 e 40 del Titolo III della Carta. Di Vittorio fu decisivo su “questioni-architrave” come il diritto allo sciopero, la libertà, l’autonomia e la pluralità del sindacato, il ruolo fondamentale che spetta al sindacato dei lavoratori considerato “uno dei pilastri basilari dello Stato democratico e repubblicano e un presidio sicuro e forte delle civiche libertà, che sono un bene supremo della nazione”.

LE VOCI AUTOREVOLI DELLA CAPITANATA. “Oltre a Di Vittorio”, si legge nel libro di Michele Galante, “sono diversi i rappresentanti dauni che partecipano alla discussione sul testo della nuova Costituzione”. Tra loro, “si distingue per preparazione giuridica, passione civile e conoscenza tecnica dei problemi, l’avvocato Carlo Ruggiero, esponente socialista”. Anche gli altri costituenti della Capitanata danno il loro contributo. Il libro di Michele Galante   ne descrive puntualmente la storia, l’estrazione sociale, il cammino politico che ha portato quegli uomini a essere protagonisti della Costituzione della Repubblica Italiana. Emerge un quadro storico-politico nel quale la provincia di Foggia è nel cuore dei processi culturali, sociali e politici che generarono una nuova Italia, quella della rinascita delle istituzioni democratiche e, più avanti, destinata a realizzare un boom economico e un progresso di straordinario rilievo in mezzo a mille contraddizioni, ma con una vitalità eccezionale.

DAL POPOLO PER IL POPOLO. Dai profili biografici dei “Costituenti di Capitanata” emergono le origini umili di molti degli esponenti foggiani chiamati a scrivere la Costituzione,  i saldi valori antifascisti che portarono alcuni di loro a subire e a sopportare il carcere, l’esperienza maturata nelle lotte per le libertà e i diritti per il popolo e con il popolo. I costituenti di Capitanata s’impegnarono, lottarono, studiarono, acquisendo le competenze necessarie ad avere l’onore e gli oneri di chi rappresenta i cittadini. Non era facile, non fu facile, 72 anni fa, in una Italia povera, stremata, ancora coperta dalle macerie della guerra, avere la responsabilità di guardare contemporaneamente al presente e di essere tanto lungimiranti da ancorare il futuro dell’Italia a valori, principi e regole capaci di valere per tutti, di essere utili alla ricostruzione morale e materiale del Paese. “Costituenti di Capitanata”  racconta quei giorni e quell’impresa che assicurò all’Italia una Costituzione avanzatissima, una Carta che ancora oggi rappresenta le fondamenta dei valori su cui è stata edificata la Repubblica. La provincia di Foggia contribuì a scrivere la storia e il futuro dell’Italia, grazie ai “Costituenti di Capitanata”.

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