La mobilitazione è ancora in corso, non è mai finita. Le principali organizzazioni agricole, quelle che si riconoscono in Agrinsieme (CIA Agricoltori Italiani, Confagricoltura e Alleanza per le cooperative), da fine dicembre sono in stato di agitazione. Chiedono risorse certe e, soprattutto, azioni rapide per: sbloccare completamente il PSR, salvare l’olivicoltura pugliese da una crisi epocalevedere finalmente avviata una controffensiva alla xylella con i reimpianti.

Non si sono mai fermati i gilet arancioni, neanche in questi giorni di festa. Le festività, infatti, non hanno fermato quella che è ogni giorno di più si evidenzia come una emergenza per tutta la Puglia, la crisi durissima del settore olivicolo. Hanno lanciato una PETIZIONE (clicca qui), già firmata da oltre 3500 agricoltori e semplici cittadini.

La petizione è promossa da CIA Agricoltori Italiani, Confagricoltura, Confocooperative, Legacoop, Agci, Movimento nazionale agricoltura, Associazione frantoiani di Puglia, Unapol e Italia Olivicola.

La gelata di marzo 2018 ha danneggiato non meno di 90.000 ettari nell’areale delle province di Bari-Bat e Foggia: il cuore dell’olivicoltura pugliese, una delle zone dalle quali si ottengono le maggiori rese per ettaro e che producono il tanto apprezzato extra-vergine di qualità. Ma la crisi del settore olivicolo coinvolge tutte le province della Puglia, con un calo della produzione disastroso anche a Lecce, Taranto e Brindisi.

Da molti di questi ettari olivicoli, nel 2018, non si è ottenuto un solo litro d’olio! La situazione è disastrosa, senza precedenti e rischia di mettere in ginocchio tutto il settore agricolo pugliese, già fortemente colpito dalla xylella. Basti soltanto pensare alle migliaia di giornate di lavoro perse, all’attività ridotta praticamente a zero dei frantoi. Eppure, il Ministero per le Politiche Agricole, nonostante ampie rassicurazioni, non ha ancora concesso la declaratoria di stato di calamità per la gelata di marzo 2018 e per le province Bari, Bat e Foggia. Questo atto permetterebbe di attivare le procedure emergenziali (quali il Fondo di solidarietà nazionale e le norme della legge 102/2004) e di sbloccare risorse necessarie e urgenti a far fronte alla situazione. Gli agricoltori pugliesi uniti chiedono al Mipaaft che non si perda più nemmeno un minuto. Ne va dell’economia di tutta la Puglia.

SE AMMAZZANO L’AGRICOLTURA, AMMAZZANO LA PUGLIA. Al di là della petizione e della peculiare situazione del settore olivicolo, le questioni sul campo per l’agricoltura pugliese sono tante e tutte urgenti. Dal comparto primario, la Puglia trae una parte consistente del proprio potenziale produttivo e occupazionale. Non si tratta solo di numeri e di economia, che pure sono di grande rilievo e costituiscono le fondamenta della tradizione e dello sviluppo nelle 6 province pugliesi, ma anche del necessario rilancio delle zone rurali e dell’entroterra, del loro ruolo nel garantire un futuro alle nuove generazioni altrimenti destinate a continuare l’emorragia di giovani che fanno la valigia. L’agricoltura pugliese, gli agricoltori, e più in generale la Puglia, non possono permettersi un altro anno orribile come il 2018.

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