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Venti anni fa sapevate cos’è la borragine?

ORSARA DI PUGLIA (Fg) – “Prego, sono ostriche di montagna”. Peppe Zullo le presenta così. Un genio. Cosa sono? Nient’altro che foglie di borragine servite in un cartoccio . Buonissime. E la borragine cos’è? E’ una pianta che a Orsara di Puglia, e non solo qui, cresce spontanea. Il suo nome latino è borago officinalis, un’erba disintossicante, ricca di fitoestrogeni, “sostanze naturali preziose per la salute e la bellezza” si legge consultando la grande rete. Già, la bellezza. Lunedì 12 ottobre 2015,  secondo giorno del ventesimo Appuntamento con la Daunia (l’evento in cui ogni anno Peppe Zullo dà ospitalità a personalità ed eccellenze provenienti da tutto il mondo) si è svolto nella Cantina del Paradiso. Un luogo di bellezza autentica, convivialità, arte e architettura, tanto da essere premiato dalla Biennale di Venezia. E’ a poco più di mezz’ora da Foggia. Ma torniamo per un attimo alla borragine. Il cuoco orsarese ne ha fatto un emblema. Si è inventato perfino la parmigiana di borragine, vincendo il premio nazionale “Acqua di Chef” promosso da Ferrarelle. Sono passati quasi 30 anni da quando Peppe Zullo è ritornato dagli Stati Uniti. E’ cambiato tutto. Venti anni fa, nella prima edizione di Appuntamento con la Daunia, in pochi immaginavano che temi come la buona nutrizione, il ritorno alla terra, la cultura del cibo quale fonte primaria del benessere umano e dello sviluppo sostenibile si sarebbero imposti in tutto il pianeta. Non è un caso, dunque, che in un fine settimana d’ottobre, a Orsara di Puglia siano arrivati giornalisti, intellettuali, artisti, donne e uomini d’arte e di passione da tutta Italia, perfino dalla Corea. “Sono venuti non per celebrare quel cambiamento”, ha dichiarato Peppe Zullo, “ma per comprendere in che modo dargli più slancio, per condividere idee e progetti che continuino a coltivare il futuro, oggi”. Coltivarlo davvero, a partire da luoghi semplici e straordinari come l’orto di Villa Jamele, la Cantina del Paradiso, posti che in questi 20 anni hanno saputo diventare “centro” quando erano “periferia”. Un concetto espresso come meglio non si poteva da Franco Arminio, poeta e costruttore di futuro, e Agostino Sevi. Quest’ultimo, direttore del Dipartimento di Scienze Agrarie, degli Alimenti e dell’Ambiente dell’Università di Foggia, ha ricordato che 20 anni fa, immaginando scenari avveniristici, il grande cinema immaginava che nel terzo millennio donne e uomini si sarebbero nutriti ingerendo pillole. “Se questo non è accaduto”, ha detto Sevi, “lo dobbiamo anche a uomini come Peppe Zullo”. Ad Appuntamento con la Daunia c’era anche la coreana Gina Park, chef-giornalista-scrittice, donna ‘dal multiforme ingegno’ che è arrivata a Orsara per andare a vedere dove è iniziato il progetto del cuoco-contadino che ha conosciuto all’Expo di Milano. “Sono felice di essere qui”, ha spiegato. “Ero curiosa di capire da dove Peppe riuscisse a trarre tutta la passione e la visione di futuro che ne caratterizza il lavoro”.

IL LICEO DELLA TERRA. Secondo il paesologo Franco Arminio, ciò che è stato realizzato a Orsara di Puglia e gli elementi culturali peculiari, ancora intatti, che rendono unici i borghi dei Monti Dauni devono essere il motore della strategia nazionale ed europea sullo sviluppo delle aree interne. “Di questo mi sono occupato con Fabrizio Barca”, ha affermato Arminio. “Qui c’è già il Liceo della Terra, un luogo in cui imparare a disegnare il nuovo umanesimo delle montagne”. Alle riflessioni di Appuntamento con la Daunia, ha dato il suo contributo Raffaele Piemontese, assessore al Bilancio della Regione Puglia: “Su 13 Bandiere Arancioni assegnate dal Touring Club alla Puglia, 7 sono state conferite ai paesi dei Monti Dauni”, ha ricordato Piemontese. “Dobbiamo dunque partire da un dato – ha aggiunto l’assessore -, quello inerente a una grandissima potenzialità che, in molti casi, è rimasta inespressa”. “Occorre organizzarci, imparare a lavorare insieme e a utilizzare i fondi che l’Europa sta già mettendo a nostra disposizione”.

IL FUTURO E’ NELLA NOSTRA STORIA. Assieme alle personalità già citate, ai due giorni organizzati nelle tenute del cuoco che ha rappresentato la Puglia all’Expo di Milano non sono voluti mancare Fabio Renzi, segretario generale di Symbola; Oscar Buonamano, giornalista e blogger de L’Espresso; il sarto e stilista Angelo Inglese; il vicepresidente di Slow Food Puglia, Salvatore Taronno; il cuoco Pietro Zito, del ristorante Antichi Sapori e Toni Santagata. E c’era anche Giuseppe Savino, anima e cervello di VàZapp’ Hub, start up che coniuga agricoltura, innovazione e digitalizzazione.

NELLA CANTINA DEL PARADISO. Il tema al centro della giornata di chiusura è stato “Il Nero di Troia, il vino che racconta la Puglia al mondo”. Durante l’incontro, coordinato da Gaetano Manfredonia, le ‘tracce di futuro’ più interessanti sono state delineate da Luca Gardini, wine expert tra i più apprezzati al mondo, e da Federico Menetto, wine manager che sta mietendo successi nei cinque continenti. Il Nero di Troia, e con esso il patrimonio vitivinicolo di maggior pregio della Capitanata, approderanno presto in tv e al cinema con un progetto di respiro internazionale. L’obiettivo è lanciare un brand capace di rendere internazionali le produzioni agroalimentari e l’offerta culturale di un territorio intero, quello che mette insieme mari, monti e pianure, in una parola la Daunia. “Siamo la terra dei matrimoni”, ha spiegato Peppe Zullo. “A Villa Jamele e a Nuova Sala Paradiso ne ho celebrati migliaia in questi anni e continuo a ospitarne in tutte le stagioni, con spose e sposi che vengono anche da molto lontano per sposarsi nella nostra terra e, in un certo modo, con la nostra terra. Stiamo diventando sempre più internazionali, perché l’interesse verso questa terra cresce ogni giorno di più. Ecco, è arrivato il momento di raccogliere i frutti di una lunga stagione di semina per la Capitanata, la Puglia e l’intero Paese”, ha concluso il gran cerimoniere di Appuntamento con la Daunia.

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