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Foggia? E’ più sicura di Milano

Foggia è più sicura di Milano. Lo avresti mai pensato? Forse si, oppure no. Quando abbiamo sentito parlare della classifica sulla qualità della vita delle province italiane, quella elaborata da Il Sole 24 ore, pochi di noi si sono soffermati sulle diverse voci della graduatoria. Qualche giorno fa, Rec24 ha pubblicato un articolo che ne riprendeva uno realizzato da HOMIFY. In quell’articolo, Foggia è indicata tra le prime 6 città italiane in cui, attualmente, conviene comprare casa e vivere in base a due semplici parametri: il basso costo medio delle abitazioni e la qualità complessiva dell’ambiente. Quell’articolo ha suscitato molte perplessità in chi lo ha letto, eppure non esprimeva nulla di assurdo: le case, a Foggia, costano relativamente poco; il capoluogo dauno, inoltre, ha dati largamente migliori di moltissime città del Nord per ciò che attiene all’aria, al consumo di suolo e di risorse naturali, alla presenza di aree verdi. A Foggia non si è costretti a girare con le mascherine o a chiudersi dentro casa per difendersi da smog, polveri sottili e inquinamento. Foggia conta 16.420 alberi, quasi 1 milione e 200 mila metri quadri di aree verdi, giardini e parchi pubblici (dati ufficiali riportati nel bando per l’affidamento del verde pubblico, ndr).

Ho già detto delle strade disastrate? E della differenziata che non funziona, dei marciapiedi sconnessi e dell’inciviltà di chi non raccoglie la merda dei propri cani? Ah no? Va be’, ne parliamo un’altra volta.

LA PROSPETTIVA. In realtà, secondo gli indicatori de Il Sole 24 ore, la provincia di Foggia (perché è delle province nella loro interezza che stiamo parlando) è più sicura non solo della provincia di Milano (ultimo posto in Italia) ma anche di quelle di Firenze (106), Bologna (105), Rimini (101), Savona (97), Lucca (99) e Pescara (102) per citarne alcune. Su 110 province, per quanto riguarda “Giustizia e sicurezza”, Foggia occupa la 92esima posizione nella classifica del “Sole24ore” che considera questi indicatori: rapine, truffe e frodi informatiche, scippi e borseggi, furti in abitazione, furti di autovetture, cause pendenti, indice di litigiosità (nuove cause nei tribunali nel 2016). Li considera, naturalmente, in proporzione. In provincia di Milano, sono state commesse 116 rapine ogni 100mila abitanti; in Capitanata “solo” 70 ogni 100mila abitanti.

LA PROVINCIA DEGLI SCIPPI. Sapete qual è la provincia dove sono stati denunciati più scippi e borseggi? Rimini è la numero 1 e, con 1.106 scippi ogni 100mila abitanti, precede proprio Milano (873 ogni 100mila abitanti). In provincia di Foggia, in tutta la provincia di Foggia, ne sono stati denunciati 87 ogni 100mila abitanti.

PEGGIO DI FOGGIA SOLO NEL BARESE. Dove la Capitanata sta messa male, molto male, è sui furti di autovetture: peggio della provincia di Foggia, in tutta Italia, fanno soltanto Bari e la Bat.

AMBIENTE E SERVIZI. “Foggia meglio di Pisa”. Tutto vero. La Capitanata è 36esima in Italia, sempre secondo i dati raccolti e elaborati da Il Sole 24 ore, per quanto riguarda i numeri riferiti ai seguenti indicatori: Ecosistema urbano, emigrazione ospedaliera, spesa sociale pro-capite degli enti locali, sportelli+atm+pos attivi, spesa in farmaci per abitante, consumo di suolo, banda larga. La Capitanata fa meglio della provincia di Pisa e mette in fila altre 74 province: tra queste, Reggio Emilia, Matera, Ferrara, Torino, Venezia, Gorizia e Pordenone.

SU CULTURA E TEMPO LIBERO la Capitanata è 94esima, in salita di 4 posizioni rispetto alla classifica dello scorso anno, ma fa meglio di Matera, Capitale Europea della Cultura 2019. Anche qui ci sono diversi parametri: per numero di librerie ogni 100 mila abitanti, la provincia di Foggia è 52esima in Italia, preceduta di appena un punto dalla provincia di Milano, con un risultato migliore di province come quelle di Ravenna, Cuneo, Aosta, Bergamo, Mantova, Bari, Cremona e Verona. Questo fa pensare a come stia messa l’Italia.

FOGGIA, 110 E LODE. E’ noioso. Soffermarsi sempre e soltanto a ricordare ciò che non funziona è noioso, oltre che miope. Siamo 103esimi? E sticazzi. Ve lo ricordate Tafazzi? Martellarsi gli attributi con la paranoia pre-natalizia delle classifiche del “Sole24ore” a che serve? Certo non a migliorare la situazione. Non è che aspettavo “Il Sole 24 ore” per ricordarmi che devo cambiare i cerchioni della macchina. Lo sapevo già, lo ricordo a ogni fosso che prendo, a ogni imprecazione. Chi sono i primi in classifica? E, soprattutto, cosa hanno vinto, la felicità? Pure i Jalisse sono stati numeri 1, proprio come Belluno. Il potenziale, quello dovrebbe interessarci. E la Capitanata esprime un potenziale molto più alto di 103, siamo almeno da 110 e lode se non da bacio accademico. Un po’ di orgoglio, su.

E la qualità della vita, quella vera, che ci interessa, fatta di relazioni, di una città e una provincia che vivono e sono vive anche per strada, nelle piazze, non solo dove si sbiglietta. Le classifiche sono importanti, sono quello che sono, poi la mattina ti alzi, metti la mascherina e nella tua macchina, prima di andare al lavoro su strade piatte come la noia, al sicuro, sogni di tornare in Capitanata. Sogni il sole e dimentichi la classifica de “Il Sole”.

E’ una provocazione, certo. Per essere seri, nessuno può disconoscere il peso e il valore dei dati. Ma mentre i dati stanno lì, immobili, tanti numeri incasellati, da qualcosa si deve ricominciare. E forse è meglio ricominciare dal sole delle cose positive, delle potenzialità e delle tante cose buone di questa terra, che non dalla croce delle eterne lamentazioni degli autoflagellanti.

Ricominciare, appunto. Guardano l’orizzonte che da una parte mira i Monti Dauni, dall’altra il Gargano, respirando a pieni polmoni l’aria di grano del Tavoliere. Senza mascherina.

Francesco Quitadamo

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