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Celle di San Vito dice un “NO” chiaro e forte alla Fusione con altri comuni

Il voto unanime del Consiglio comunale e di un terzo della cittadinanza

CELLE DI SAN VITO (Fg) – Celle di San Vito non aderirà ad alcun percorso di “Fusione” o di “Unione” con altri comuni. Nell’ultima storica seduta del 2025, il 30 dicembre, il Consiglio comunale si è espresso all’unanimità respingendo la proposta avanzata a livello meramente personale e sui social, senza alcun passaggio istituzionale, dal sindaco di Castelluccio Valmaggiore Pasquale Marchese. All’alzata di mano dei consiglieri, si è unita significativamente anche quella di altri 40 cittadini (su un totale di 142 abitanti) che hanno partecipato al Consiglio comunale. Durante l’assemblea, la Comunità di Celle di San Vito si è chiaramente espressa per un rafforzamento degli organismi territoriali già esistenti, tra cui l’Ambito Territoriale Sociale che unisce 16 comuni e l’Area Interna Monti Dauni che mette insieme i 29 comuni dell’Appennino Foggiano. Nel corso della seduta, la sindaca Palma Maria Giannini ha letto la lettera ufficiale con cui ha risposto al suo omologo castelluccese. Nella missiva, la sindaca ha espresso “profondo sconcerto” rispetto a una proposta “oggetto di numerosi e reiterati confronti nel corso dei quali”, ha scritto Palma Maria Giannini, “ho sempre espresso in maniera coerente e inequivocabile la mia posizione nettamente contraria”. “Tale posizione”, ha scritto Giannini rivolgendosi a Marchese, “Le era perfettamente nota ed è stata ribadita anche nel corso di un incontro tenutosi presso il Senato della Repubblica, alla presenza di due Senatori, Boccia e Melchiorre”.

SBAGLIATA NEL METODO E NEL MERITO. Nella lettera, la sindaca rileva come “la proposta risulta avanzata senza un preventivo confronto” tra il sindaco di Castelluccio e il suo stesso consiglio comunale, “in assenza di una deliberazione consiliare che ne legittimi formalmente l’indirizzo politico-amministrativo. Modalità che solleva serie perplessità sotto il profilo istituzionale e procedurale. Ancora più censurabile appare la scelta di rendere pubblica la Sua lettera, comunicazione pubblicata sui social, subito dopo l’incontro avvenuto al Senato, costruendo una narrazione finalizzata più a un’autopromozione personale che a un reale interesse per il territorio”. Nel merito, “ad oggi, purtroppo, il Comune di Celle di San Vito non ha mai constatato benefici reali neppure dalle forme di gestione associata dei servizi; a maggior ragione, non ravvisa vantaggi nell’Unione dei Comuni e tanto meno nella Fusione. Tale contrarietà è rafforzata soprattutto dalla necessità di tutelare un patrimonio storico e identitario le cui origini risalgono al 1200. La nostra comunità custodisce e parla ancora oggi la lingua franco-provenzale, testimonianza preziosa e riconosciuta della nostra unicità culturale. È proprio per salvaguardare questa identità che riteniamo fondamentale evitare ogni percorso che possa metterne a rischio la continuità, il valore e la trasmissione alle future generazioni”. Durante “l’esperienza maturata dalla sottoscritta in questi 17 anni da Sindaco, la partecipazione a organismi sovracomunali quali ARO, Ambito Territoriale e Area Interna non ha purtroppo prodotto risultati tangibili per la comunità cellese. Al contrario, nonostante le numerose richieste e segnalazioni formalmente presentate, abbiamo spesso riscontrato difficoltà nel garantire anche i servizi essenziali, in quanto lasciati sempre soli. Si ritiene pertanto che l’avvio di un ulteriore livello di Unione o, ancor più, di Fusione possa comportare un depotenziamento dell’autonomia amministrativa e politica del nostro Ente, con effetti pregiudizievoli per la tutela degli interessi della comunità locale”.

LA CORTE COSTITUZIONALE. “La Corte Costituzionale ha più volte chiarito che i processi di riordino territoriale devono avvenire nel rispetto del principio di autonomia degli enti locali, sancito dagli articoli 5 e 114 della Costituzione, e che tali processi non possono tradursi in una compressione irragionevole della rappresentanza democratica delle comunità interessate. In particolare, la Corte ha evidenziato come le fusioni non possano essere considerate meri strumenti di razionalizzazione finanziaria, ma debbano rispondere a una valutazione complessiva dell’interesse pubblico locale e della volontà delle popolazioni (cfr. Corte cost. n. 50/2015; n. 168/2018). Si richiama altresì l’orientamento della giurisprudenza amministrativa secondo cui le forme associative tra enti locali devono fondarsi su un effettivo miglioramento dei servizi e non possono essere imposte o perseguite in modo meramente formale. In tal senso, il Consiglio di Stato ha affermato che la legittimità delle scelte di riordino istituzionale richiede una istruttoria approfondita e una motivazione rafforzata, soprattutto quando coinvolge Comuni di piccole dimensioni (cfr. Cons. Stato, sez. V, sent. n. 5478/2016). Tale patrimonio identitario costituisce un valore tutelato dagli articoli 2, 6 e 9 della Costituzione, come più volte ribadito dalla Corte Costituzionale, che ha riconosciuto la necessità di salvaguardare le minoranze linguistiche storiche e le identità locali quali elementi essenziali del pluralismo istituzionale (cfr. Corte cost. n. 15/1996; n. 159/2009)”. “Da 17 anni, in qualità di sindaca, mi batto per far comprendere alle istituzioni che Celle di San Vito esiste, che siamo piccoli ma ci siamo anche noi. Aderire a una Fusione che ci cancellerebbe, o a una Unione senza risultati tangibili per i miei concittadini, significherebbe tradire tutto ciò per cui ho e abbiamo lottato. Per tutte queste ragioni, ribadisco con assoluta fermezza e senza alcuna ambiguità la posizione del Comune di Celle di San Vito, che resta nettamente contrario alla proposta da Lei avanzata. Resta ferma, e viene sin d’ora confermata, la piena disponibilità del Comune di Celle di San Vito a valutare forme di collaborazione puntuale e settoriale, fondate su progetti specifici, obiettivi chiari e risultati verificabili, nel rispetto delle peculiarità, dell’autonomia e delle competenze di ciascun Ente”.

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