Hanno fatto un figurone la Capitanata e la Puglia alla 50esima edizione del Vinitaly di Verona. La provincia di Foggia porta a casa anche il Premio Cangrande, il riconoscimento dedicato ai benemeriti della vitivinicoltura, che quest’anno è stato assegnato al produttore Gianfelice d’Alfonso del Sordo, titolare dell’azienda di famiglia, proclamato “Benemerito della viticultura italiana”. I vini d’Alfonso del Sordo raccontano la tradizione e la vocazione vitivinicola di San Severo, una storia che ha avuto origine nel 1800. A Verona, in evidenza soprattutto i produttori del Nero di Troia, con foto di gruppo (nell’immagine è rappresentata solo una parte dei produttori di Nero di Troia della Capitanata presenti al Vinitaly, ndr) che ha immortalato tutti insieme, accanto all’assessore regionale Leo Di Gioia e al vicepresidente della Provincia Rosario Cusmai, i rappresentanti di diverse aziende vitivinicole: La Marchesa, Tenuta Coppadoro, Passalacqua, l’Antica Cantina, Luca Scapola per Borgo Turrito, Cantina Ariano, Teanum e, naturalmente, d’Alfonso del Sordo. A Verona sono presenti anche Sangue di Puglia, Cantine Spelonga e una delegazione foggiana dell’Ais, Associazione Italiana Sommelier.

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Con lo slogan “Puglia, dove la terra diventa vino”, sono 132 le aziende vitivinicole a rappresentare le eccellenze pugliesi per la più grande manifestazione dedicata alle eccellenze vitivinicole, con centinaia di varietà di vino d’eccellenza. In uno spazio di circa 3 mila metri quadri, la Puglia, in collaborazione con Unioncamere, si è raccontata tra degustazioni, incontri BtoB, assaggi di prodotti agroalimentari a marchio di qualità regionali.
“A Verona c’è la Puglia dei vini bianchi, rossi e rosati, rappresentativi di ogni singolo territorio, di storie e persone, da Leuca al Gargano – ha commentato l’assessore regionale alle Risorse agroalimentari, Leo Di Gioia -. La nostra Regione sta vivendo un periodo di notevole sviluppo nel settore vitivinicolo, grazie anche ad azioni di valorizzazione dei territori, dei prodotti enologici e all’utilizzo di tecniche di produzione e trasformazione sempre più evolute, che coniugano tradizione e innovazione”.

“Con una superficie vitata di circa 110 mila ettari, tra pianura e collina, la Puglia ha una varietà straordinaria di vitigni autoctoni e tradizionali, già ampiamente conosciuti e riconosciuti anche all’estero. La crescita del settore passa da occasioni di valorizzazione e promozione come la Fiera di Verona, dove le aziende possano ampliare i propri network commerciali. La politica regionale indirizza sforzi e risorse per sostenere e difendere il comparto vitivinicolo sia con finanziamenti stanziati per il sostegno alla riconversione o alla ristrutturazione dei vigneti (previsti dall’OCM Vitivinicolo) sia con i contributi del nuovo Programma di Sviluppo Rurale 2014-2020. Contestualmente i centri di ricerca territoriali sviluppano programmi di studio e recupero dei vitigni e, con le sperimentazioni produttive, accrescono notevolmente la qualità del nostro prodotto”.
“Vinitaly, preziosa vetrina internazionale per gli appassionati e non solo del settore, è per i nostri prodotti una vetrina per far conoscere una storia millenaria, fatta di tradizione e innovazione di processo e di prodotto. Ma soprattutto per rafforzare valore e accrescere il riconoscimento dei nostri vini nel mondo”.