FOGGIA – Fra i progetti esclusi dai fondi accordati dal CIS, il Contratto Istituzionale per lo Sviluppo della Capitanata, ci sono la nuova Diga di Piano dei Limiti, il Distretto Agroindustriale, la strada Regionale 1 per collegare Monti Dauni e aree rurali a tutta la provincia e, infine, il Distretto Turistico del Gargano. Per CIA Agricoltori Italiani di Capitanata, l’esclusione di quei progetti rappresenta un’occasione persa per tutta la provincia di Foggia. “Noi avevamo proposto soltanto due progetti”, ha spiegato Michele Ferrandino, presidente provinciale dell’organizzazione. “Quei progetti sono la realizzazione della nuova Diga di Piano dei Limiti, a valle dell’invaso già esistente di Occhito, e il Distretto Agroindustriale”, ha aggiunto Ferrandino. “In entrambi i casi, si tratta di progetti che interessano tutta la provincia di Foggia e di realizzazioni fortemente legate a un’economia forte, con punte di eccellenza e di innovazione di livello internazionale, il vettore più potente di sviluppo occupazionale ed economico”, ha dichiarato Nicola Cantatore, direttore provinciale di CIA Capitanata. Da una parte, dunque, c’è la questione idrica: l’acqua per l’agricoltura, la possibilità di non sprecare e di aumentare la dotazione idrica; dall’altra, finanziare il Distretto Agroindustriale avrebbe significato connettere e moltiplicare la forza del settore agroalimentare che in provincia di Foggia ha potenzialità enormi ancora in parte inespresse. “Anche i rilievi critici espressi da molti sindaci dei Monti Dauni e di una parte del Gargano ci trovano concordi”, ha continuato Ferrandino. Le aree interne, sia quella garganica che la zona dell’Appennino Dauno, soffrono un deficit importante dal punto di vista del sistema di viabilità, trasporti e collegamenti. Ecco perché, per CIA Agricoltori Italiani di Capitanata, le rimostranze sul mancato finanziamento della Strada Regionale 1 nei Monti Dauni e della superstrada del Gargano sono più che giustificabili. Sia per le merci che per il turismo, con tante strutture agrituristiche operanti proprio in quelle aree, è necessario potenziare le reti di trasporti e viabilità. Per non parlare delle aree rurali. La CIA, a livello nazionale e tutta la Puglia, sta per rilanciare la propria piattaforma in favore dello sviluppo delle aree rurali: collegamenti, servizi, sanità territoriale, politiche che incentivino i giovani a vivere la campagna, a rivitalizzarla. Tutto questo, però, è possibile se il Governo comincerà a ragionare in modo differente da come ha fatto con il Contratto Istituzionale di Sviluppo per la Capitanata. “Il nostro auspicio”, ha concluso Ferrandino, “è che già nelle prossime settimane il Governo possa correggere il tiro e accogliere le istanze di una provincia che, da sempre, ha bisogno di una visione strategica capace di integrare tutti i territori, connetterli, unirli nella direzione di uno sviluppo fortemente centrato sulla green economy e sull’economia del mare, oltre che sui servizi innovativi, turismo e incremento dell’export”, ha concluso il presidente di CIA Capitanata Michele Ferrandino.

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