Sul 2-0 per il Venezia, con la squadra di Inzaghi che fallisce più volte e clamorosamente il colpo del definitivo ko, la rabbia del pubblico è venuta fuori come spumante in una bottiglia a lungo agitata. Dalla Curva Nord, a un certo punto, è arrivato l’avviso ai giocatori: “Uscite senza la maglia”. Come a dire “Non ne siete degni”. Poi la Sud ha rotto un tabù :”Stroppa ci senti? Te ne vai o no?”. E’ a quel punto che la squadra ha davvero giocato come se non ci fosse un domani. Contro tutti. Contro le proprie paure. Contro i tifosi che fischiavano, contro la logica che avrebbe voluto un risultato diverso, contro quell’idea dannosa e fuorviante di essere un Barcellona in miniatura. Qui non c’è nessun Barcellona. C’è una squadra che gioca bene, certo, soprattutto fuori casa, ma che sconta limiti evidenti.

Bisognava lottare in quel modo, come nei 10 minuti finali col Venezia. Era quanto i tifosi chiedevano da settimane. Così facendo, idealmente, i giocatori sono andati a riprendersi quelle maglie che la tifoseria gli aveva già tolto.

Al momento del pareggio, il 2-2 di Deli arrivato all’ultimo secondo dei cinque minuti di recupero e dopo il 2-1 siglato da Beretta, lo Zaccheria ha esultato, imprecato e continuato a riversare la propria rabbia sui giocatori.

La società del Foggia Calcio, sul concitato finale di partita, ha diramato un comunicato stampa. “Niente aggressioni alla dirigenza del Venezia”, solo un’esultanza troppo carica al momento del pareggio. La versione dei veneti è diametralmente opposta: “Siamo stati aggrediti”.

In realtà, momenti di tensione c’erano stati anche nell’intervallo fra il primo e il secondo tempo, quando Follieri Senior se l’è presa verbalmente con Michele Gramazio, giornalista di “Foggia Città Aperta”. Solidarietà al collega giornalista e alla testata giornalistica che, da anni, seguono e raccontano le vicende del Foggia con correttezza, offrendo un servizio prezioso alla città e ai tanti tifosi rossoneri sparsi per il mondo. Non è prendendosela con i giornalisti che si può contribuire a un nuovo progetto che mira, o dovrebbe mirare, a rendere più forti la società e la squadra. I motivi dell’aggressione verbale sono riportati nell’articolo di Foggia Città Aperta che linkiamo qui.

Non è stata una partita normale, no. Eccezionali sono stati anche gli striscioni esposti dalla Curva Sud e dallo spicchio dello Zaccheria riservato ai tifosi veneziani. I tifosi veneziani hanno espresso il proprio rispetto “per la Foggia ultrà”. Gli ultrà rossoneri e poi uno stadio intero hanno reso onore a Pippo Inzaghi, il bomber, l’allenatore, l’uomo che è tornato per la seconda volta a far visita a un suo piccolo ammiratore foggiano in lotta per la vita.

fq

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