FOGGIA – Il Sole 24 ore, secondo una serie di indicatori misurabili, ogni anno stila una classifica della qualità della vita nelle 107 province italiane. La provincia di Foggia è grande. Gli indicatori, dunque, riguardano tutti i 61 comuni della Capitanata. Bisogna sempre precisarlo, perché quando in quella graduatoria si legge “Foggia”, dentro il bel nome del nostro capoluogo dobbiamo essere consapevoli che ci sono anche i dati relativi a Cerignola, San Severo, Lucera, Manfredonia e a tutti i comuni foggiani più in generale, dal Gargano ai Monti Dauni, dal Tavoliere ai Cinque Reali Siti. La provincia di Foggia, secondo i dati raccolti dal più autorevole quotidiano economico d’Italia, in quanto a “qualità della vita” è la penultima del Paese, al 106esimo posto, messa meglio (…meno peggio) solo di Vibo Valentia, e in peggioramento rispetto allo scorso anno di ben tre posizioni. Tutti gli indicatori economici, delineano una situazione di grande difficoltà: incidono pesantemente la disoccupazione e, conseguentemente, un livello molto basso di ricchezza e consumi. Anche su ambiente e servizi, la provincia di Foggia è tra le ultime d’Italia. Pessimi anche i dati relativi alla giustizia e alla sicurezza.

FOGGIA NEL DEGRADO. Da solo, il capoluogo conta circa un quarto dell’intera popolazione della Capitanata. Questo significa che i dati riferibili alla sola città di Foggia incidono per circa il 25% sulle medie riscontrate per l’intera provincia. Al di là dei numeri, tuttavia, il degrado della città capoluogo è un dato visibile, tangibile. strade e marciapiedi sono sporchi, con cartoni e rifiuti di ogni genere che spesso ostacolano perfino il cammino dei pedoni, anche in prossimità delle scuole. Il ciclo dei rifiuti resta un problema irrisolto, con i roghi estivi a rendere ancora più evidente e drammatica un’emergenza cronica. La raccolta differenziata è un fallimento. Per quanto riguarda questo specifico capitolo, Foggia fa peggio di tutti gli altri comuni della sua provincia, con l’unica eccezione di Cerignola.

CRIMINALITA’. Rapine, furti d’automobili e negli appartamenti, bombe del racket: la criminalità, nonostante le diverse operazioni di polizia con decine di arresti, continua a essere un problema enorme che minaccia quotidianamente la sicurezza dei cittadini e, più in particolare, le proprietà e gli interessi di chi fa impresa, dei commercianti e delle attività economiche in generale. Anche in questo caso, la situazione del capoluogo è tra le peggiori in assoluto in tutta la provincia, assieme a quelle vissute a Cerignola e San Severo.

“QUANDO LA SFIDUCIA OSCURA LA BELLEZZA”. Per commentare i dati riferiti a Vibo Valentia e alla Calabria, Il Sole 24 ore ha utilizzato questo titoletto: “Quando la sfiducia oscura la bellezza”. Potrebbe essere utilizzato pari pari per la provincia di Foggia, a cominciare proprio dal suo capoluogo. Un esempio lampante per la città di Foggia è dato dal fermento che anima ogni anno le iniziative del Natale. A differenza di quanto hanno fatto altri Comuni (vedi Lucera, Candela, Biccari, Manfredonia), e pur investendo somme ingenti, il capoluogo ancora una volta mostra di utilizzare le festività natalizie senza una programmazione che valorizzi la città dal punto di vista culturale, con iniziative che rendano protagonista il suo patrimonio storico, artistico, architettonico, i luoghi e le eccellenze d’interesse turistico che vadano oltre il ristretto perimetro del “salotto del centro storico”. Proprio su queste pagine, nei giorni scorsi, abbiamo ospitato l’appello di una cittadina foggiana affinché il sindaco Franco Landella rinunciasse al lancio di cinquemila palloncini per la serata che ha inaugurato l’accensione dell’albero di Natale posto davanti alla Villa Comunale. L’appello non è stato accolto.

FAMIGLIE NELLE BARACCHE. Si è fatto un gran parlare, anche quest’anno, delle condizioni in cui vivono tante famiglie foggiane che hanno per casa una baracca. Le baracche restano, anche a Natale. Le luminarie, gli addobbi, i cinquemila palloncini, la meravigliosa vigilia di Natale che si respira in città purtroppo non cancellano lo stato in cui continuano a vivere numerose famiglie con bambini. In questo caso si, ci vorrebbero le ruspe, ma abbattere non serve a niente, è puro e cinico spot elettorale, se prima di eliminare e distruggere ciò che non è dignitoso per un essere umano non si provvede prima a costruire o trovare una sistemazione adeguata, sicura, un tetto caldo e confortevole a chi non ce l’ha. E questo vale per tutti gli esseri umani, senza distinzioni.

LA CAPITANATA PRECIPITA, FOGGIA DI PIU’. La classifica de Il Sole 24 Ore è stata preceduta, nei giorni scorsi, da quella dei Comuni Ricicloni, vale a dire le città e i paesi d’Italia nelle quali si attua un virtuoso ciclo dei rifiuti, con una differenziata che spesso supera il 60%, rende più puliti e belli i centri urbani (periferie e aree rurali comprese), alleggerisce il peso delle varie tasse e tariffe sul bilancio delle famiglie, libera risorse, dà modo di  sperimentare nuovi servizi, innovazione e buona occupazione. Ecco, nel caso dei Comuni Ricicloni, molti comuni del Foggiano si sono fatti onore, piazzandosi ai primi posti in Italia, facendo conoscere le esperienze virtuose di Biccari, Pietramontecorvino e Roseto Valfortore per citarne solo alcuni. Rispetto a quei comuni, e a moltissimi altri, il capoluogo è in netto, abissale ritardo. Non molti ricorderanno la campagna d’informazione che lanciò lo slogan “Foggia non sarà più un bidone”. I bidoni sono lì, e i rifiuti per strada pure.

Francesco Quitadamo