C’è tanta rabbia tra gli agricoltori della Puglia. E’ crisi su molteplici fronti. Non c’è solo il settore olivicolo a scontare uno dei periodi più neri della storia, a causa di gelate e xylella (ma anche dell’importazione di olio di dubbia qualità a bassissimo costo). C’è la crisi dei vivaisti, beffati anche dall’inefficienza della burocrazia che presiede alle autorizzazioni necessarie alla commercializzazione dei loro prodotti. Ci sono gli agrumi incolti, lasciati sugli alberi, perché tanto i costi per raccoglierli sono quasi superiori ai prezzi di vendita, con tutte quelle arance che arrivano dal Sudafrica. Non se la passano meglio i settori floricolo, l’orticoltura e l’allevamento. Con tweet, interviste e incontri faccia a faccia al Ministero dell’Agricoltura, il ministro leghista Gian Marco Centinaio aveva promesso che i problemi dell’agricoltura pugliese avrebbero trovato risposte nei provvedimenti del governo. E invece. E invece niente. Nessun decreto per le gelate di febbraio e marzo 2018. Nessun piano e, naturalmente, nessuna risorsa per sostenere il contrasto alla diffusione della xylella, per ora affrontata concretamente soltanto dagli olivicoltori pugliesi e dalla Puglia senza alcun aiuto, né da Roma né dall’Europa. Centinaio lo sa. Sa che hanno ragione i gilet arancioni a sentirsi traditi. Per questo il ministro della Lega Nord ha annullato la sua visita prevista in Puglia, a Bari, per il 31 gennaio. Anche questa era una promessa. Lo aveva garantito: “Verrò a Bari”, aveva detto. Voleva farlo, però, da una posizione di forza, dopo aver messo nero su bianco i provvedimenti richiesti dagli agricoltori della Puglia e sui quali si era impegnato. Il governo, però, cancellando quei provvedimenti, ha dimostrato di avere altre priorità. Ed è per questo che i gilet arancioni hanno annunciato che la protesta ricomincerà, probabilmente con iniziative clamorose, per esempio bloccare la Capitale con trattori provenienti dalla Puglia e da tutto il Sud. Eh già, perché i problemi della Puglia sono del tutto simili a quelli che, negli ultimi 12 mesi, stanno caratterizzando il comparto primario anche in Basilicata, Campania, Molise e in tutto il Mezzogiorno d’Italia.

PRIMA A RUVO, POI A ROMA COI TRATTORI. Arriveranno anche dalla Capitanata, oltre che da tutte le province pugliesi, per riaccendere il presidio degli agricoltori della Puglia. L’appuntamento è a Ruvo, giovedì 31 gennaio, nella sede Eurocoop sulla provinciale 231: è lì che si ritroveranno, alle ore 18, tutte le organizzazioni unite nel coordinamento dei gilet arancioni.

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“TRADITI DA QUESTO GOVERNO”. “Siamo stati illusi e traditi dal governo e da tutti quei parlamentari che ci hanno dato in questi giorni ampie rassicurazioni su testi blindati e sciocchezze varie: siamo molto arrabbiati ma non perdiamo la determinazione per portare avanti la nostra protesta per garantire gli interessi di migliaia di olivicoltori pugliesi e delle loro famiglie”.
Con queste parole, il portavoce dei gilet arancioni, Onofrio Spagnoletti Zeuli, ha commentato il mancato inserimento nel decreto semplificazioni dello stato di calamità naturale per le gelate 2018 che hanno azzerato la produzione olivicola in Puglia, polmone dell’olivicoltura nazionale.

“AGRICOLTORI DEL SUD PRESI IN GIRO”“Ci hanno preso in giro, sono venuti meno alla stretta di mano che per noi agricoltori vale più di un atto notarile – ha continuato Spagnoletti Zeuli -. Abbiamo probabilmente l’unica colpa di essere agricoltori del Sud, fossimo stati veneti o lombardi non credo avremmo assistito a questo scempio politico, tecnico e istituzionale, fatto di menefreghismo e tanta incompetenza”.
“Lo abbiamo annunciato nei giorni scorsi e lo confermiamo adesso: siamo pronti a invadere Roma a testa alta per una grande manifestazione, per difendere la dignità dell’agricoltura e dell’olivicoltura”, ha rimarcato il portavoce dei gilet arancioni.
“Giovedì 31 avremmo dovuto incontrare il Ministro Centinaio, che ha annullato la sua visita pugliese, invece ci vedremo a Ruvo di Puglia, insieme agli agricoltori, ai sindaci, ai rappresentanti dei sindacati che già hanno partecipato alla manifestazione del 7 gennaio a Bari, per pianificare nel dettaglio tutte le iniziative dei prossimi giorni”, ha evidenziato Spagnoletti Zeuli.
“Salvare l’olivicoltura pugliese, visto il volume produttivo, significa salvare l’olivicoltura italiana – ha concluso il portavoce dei gilet arancioni -. Il tempo è scaduto, non ci fidiamo più di questa classe politica così disattenta e incapace di salvaguardare il patrimonio olivicolo ed i protagonisti veri di uno dei settori agricoli ed economici più importanti del Made in Italy”.

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