FOGGIA – Ci si può credere, oppure no, essere scettici, lamentarsi della propria terra, ma una cosa è certa: Foggia, intesa come città e come provincia, è la serie A dell’agroalimentare. La Daunia non è soltanto la regina del grano e del pomodoro. L’oro rosso non è un’espressione che possa riferirsi soltanto al prezioso ortaggio. Foggia è al primo posto assoluto per qualità e quantità nella produzione di grano duro. Detiene da anni un primato incontrastato sul pomodoro. Eccelle per numero di imprese e addetti nell’agricoltura. Non teme confronti per superficie vitata, con intere distese di vigneti non solo attorno alla città, ma anche nelle zone rurali degli altri grandi centri da San Severo a Torremaggiore, Lucera, Cerignola, Orta Nova, e nei borghi dei Monti Dauni. Per questo Borgo Turrito ha lanciato una campagna di sensibilizzazione, che ha destato la curiosità di molti, aperta dall’affissione in tutta la città di un manifesto che al centro, oltre a un’immagine, riportava la seguente scritta: “vedilo come vuoi”. L’immagine posta al centro metteva insieme due cose, entrambe di colore rosso, che riportavano alla mente sia un pomodoro che un calice di vino. A quel primo manifesto, ne è seguito un altro stamattina, lunedì 21 maggio, con un messaggio finalmente svelato: “Comunque lo vedi, è orgoglio. La nostra terra offre frutti meravigliosi, basta saperli guardare”.

 

COME E PERCHE’ E’ NATA L’IDEA. A raccontare com’è nata questa idea è Luca Scapola, giovane imprenditore che ha portato i vini di Borgo Turrito, un prodotto 100% made in Foggia (vigneti e cantina si trovano a Borgo Incoronata), a farsi bere, apprezzare e premiare in tutto il mondo come eccellenze assolute nel panorama vitivinicolo internazionale. “Una persona esperta, al Vinitaly, mi ha spiegato di essere stata contattata da molti wine lover stupiti del successo crescente dei vini foggiani. Di ritorno dal Vinitaly, dove siamo stati per incontrare buyer stranieri e incrementare la crescita del nostro export che anche quest’anno segna percentuali in sensibile aumento, mi sono chiesto cosa manchi alla nostra terra per considerarsi al pari degli altri grandi terroir. Io credo che manchi la consapevolezza di quanto il nostro territorio metta insieme, in modo unico e straordinario, caratteristiche di assoluta eccellenza: un clima ideale, terreni fertili, biodiversità, coesistenza armoniosa di correnti d’aria montana e di mare, una cultura contadina millenaria, vitigni autoctoni dalla grande versatilità, uno dei più alti indici di ricambio generazionale alla guida delle aziende agricole, con moltissimi giovani, come testimonia l’esempio di Vazapp, il primo hub rurale d’Italia”, ha spiegato Luca Scapola.

 

GLI ALTRI PRIMATI. Spetta sempre alla Capitanata il primato pugliese della SAU, la Superficie Agricola Utilizzata: dal 2000 al 2010, infatti, la Daunia arriva a 14.265 ettari superando la provincia di Bari. Foggia detiene anche un altro primato: la Capitanata rappresenta il 95% della produzione regionale dell´asparago verde con 1.500 ettari di superficie agricola impiegata, oltre 100 mila quintali raccolti annualmente, per una filiera che conta su un volume d’affari di rilievo e un export che porta il “made in Foggia” su tutti i mercati del mondo.

IL ROSSO E IL NERO (DI TROIA). “Oltre alla mia, in provincia di Foggia ci sono tante cantine condotte da giovani imprenditori che stanno producendo qualità, ampliando il loro mercato, puntando sulla qualità totale”, ha aggiunto Luca Scapola. “Si tratta di realtà che stanno mietendo successi e riconoscimenti internazionali, come abbiamo fatto col nostro CalaRosa, Nero di Troia Rosato, o col TroQué, un Nero di Troia vinificato in rosso”. Già, il Nero di Troia. Proprio grazie ai giovani imprenditori vitivinicoli di Foggia e provincia, il Nero di Troia sta scalando le classifiche imponendosi come l’antico vitigno autoctono più innovativo degli ultimi anni.

In Puglia la superficie vitata a Nero di Troia è enormemente cresciuta: dai 1782 ettari di 17 anni fa, ai 2.572 del 2010 (dati ufficiali, Censimento generale dell’Agricoltura). E’ più che plausibile stimare, per la Puglia del 2018, una superficie vitata a Nero di Troia prossima ai 3000 ettari. “Siamo nella ‘Serie A’ dell’agroalimentare italiano. Dobbiamo esserne orgogliosi. Possiamo continuare a vincere, come stiamo facendo, e la consapevolezza della nostra forza deve essere all’altezza della qualità che produciamo”, ha concluso Luca Scapola.

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